Powered By Blogger
Visualizzazione post con etichetta La Storia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La Storia. Mostra tutti i post

20 maggio 2013

SS Rotterdam: Orgoglio d'Olanda






In partenza a bordo di NCL
BREAKAWAY
a Rotterdam (vedi QUI link) in occasione della crociera inaugurale,
mentre la nave lentamente iniziava il percorso d'uscita dal porto che l'avrebbe
portata nel mare del nord, ho notato una bellissima e non più giovane "Vecchia Signora", ovviamente non mi
riferisco ad una donna a bordo, ma ad una nave ferma nei pressi del terminal di
Rotterdam...








Sicuramente gli appassionati hanno già capito e conoscono
anche la storia di questa nave d'altri tempi, oggi Hotel di lusso e museo in
quel di Rotterdam.





La "Vecchia Signora"
alias SS ROTTERDAM, suo vero nome, fu
varata alla presenza della Regina d’Olanda,
Juliana, nel lontano 1958 e per
l'epoca rappresentava la più grande nave mai realizzata in Olanda, un orgoglio
tutto olandese e allo stesso tempo la nave ammiraglia della Holland America Line che aveva il
proprio quartier generale a due passi dall'attuale terminal crociere di
Rotterdam. 


La SS Rotterdam, la 'Grande Signora' di Rotterdam ha
prestato servizio dal 1959 al 2000, anno in cui ha smesso di navigare per i mari
del mondo per farsi ammirare e adattarsi ad essere un originale quanto
affascinante Hotel & museo in quel di Rotterdam, nei pressi del terminal
crociere.





Difficile non notarla, ha una linea unica, una folla di
persone che ogni giorno vi salgono a bordo per ammirare i suoi interni, i vari
ponti, dalla sala comandi, ai ponti per praticare sport, la sala radio, la sala
caldaie, la cabina del comandante e molti altri ancora. 


Vi è possibile pernottare, partecipare ad una visita guidata
oppure semplicemente gustare una bibita ammirando la vista sul fiume Maas e sullo skyline della città di
Rotterdam.





Gli arredi interni sono stati conservati e si assicura che
visitandola si ha la sensazione di fare un viaggio d'altri tempi...pur stando
fermi.


Come dicevamo in precedenza oggi è un originale Hotel, però
iniziative del genere, per noi pazzoperilmare
sono sempre ben accette, una volta finito di navigare questo pezzo di storia o
"vecchia signora" si è adattata a svolgere un ruolo di albergo fisso,
centro congressi, semplice ma originale bar, museo per la gioia di tanti e
tanti appassionati (circa 500.000 persone l'anno) e non che ogni anno decidono
di trascorrere a bordo parte del loro tempo, un esempio da imitare anche
altrove...


Se decidete di trascorrere qualche giorno, un week-end da
quelle parti non dimenticate di fare un salto per una foto, anche solo per un
saluto.





©Mirko; 


Pazzoperilmare.com





28 settembre 2012

Genova e New York celebrano gli 80 anni del REX...




Orgoglio e simbolo della marineria italiana per quasi un secolo, il Rex ha celebrato ieri, 27 settembre, gli 80 anni dal giorno in cui' salpo' per la prima volta da Genova. Era infatti il 27 settembre del 1932 quando la nave, realizzata nei cantieri Ansaldo di Sestri Ponente, partiva per il suo primo viaggio ufficiale, diretta a New York.... A bordo (per la sola cerimonia) anche Benito Mussolini, e tutta Genova ammassata al porto ad assistere all'evento. 

Quella nave elegantissima, tutta nera ma con i due fumaioli listati in tricolore, avrebbe conquistato non solo la fantasia stupita di tutti gli italiani, ma anche il Nastro Azzurro, il trofeo riservato al record di velocità  nell'attraversamento dell'Atlantico. 

Alto 37, largo 29 e lungo 268 metri, il Rex era un transatlantico da oltre 51.062 tonnellate e una potenza da 120mila cavalli, generati da quattro gruppi di turbine e altrettante eliche. Poteva ospitare 1.862 passeggeri e, con gusto tutto italiano, aveva dotato i suoi interni di piscine, teatri, ristoranti. Un simbolo di eleganza e futuro, nel segno dell'Italia, e di Genova.

Quel gioiello marittimo ebbe peraltro vita breve, appena 12 anni. L'Italia entro' in guerra, il Rex trovo' rifugio nel sicuro porto di Genova, finche' la citta' non fu bombardata. Con l'armistizio cadde nelle mani dei tedeschi ed esattamente un anno dopo la resa di Badoglio, l'8 settembre del 1944, fu bombardato dalla Raf inglese al largo di Trieste, tra Isola Istria e Capodistria. In tutto fu colpito da 123 razzi. Brucio' per 4 giorni prima di affondare.



Le due Mostre


Per tutti questi motivi l'Autorita' Portuale di Genova ha deciso di riservare agli 80 anni del Rex un evento speciale: due grandi mostre organizzate sia a Genova (da aprile a settembre 2013) sia a New York (da ottobre a dicembre), per celebrare attraverso la storia del transatlantico piu' famoso d'Italia la grande storia cantieristica che da secoli opera sotto la Lanterna, e piu' in generale, il legame che da sempre unisce l'Italia con New York. 



14 giugno 2012

USS Iowa; dalla II Guerra Mondiale a Set-Cinematografico





La USS Iowa accolta con entusiasmo nella Baia di Los Angeles. Foto© Lori  Shepler

Per certe navi, dopo una gloriosa carriera, la vita può finire in un misero cantiere di smaltimento, smembrate e ridotte a pochi cumuli, pochi dei quali possono ancora ricordare una vita per mare.

...E ci sono altre navi, che sempre dopo una gloriosa carriera, all'età del pensionamento, hanno avuto la fortuna di una seconda occasione, una seconda vita in poche parole.



Di questa ultima opzione, la USS Iowa ne prende tutti i benefici. La nave militare, classe 1943, oltre 50mila tonnellate di stazza, ha servito la Patria per ben 50anni, ha vissuto a pieno ritmo la Seconda Guerra Mondiale, ha trasportato diversi personaggi storici, come  il Presidente Franklin Roosevelt attraverso l'Atlantico per un incontro con il Primo Ministro britannico Winston Churchill e il leader sovietico Joseph Stalin.




Ad oggi, la USS Iowa ha terminato il suo ultimo viaggio, dalla Baia di San Francisco a Los Angeles, dove qui sarà riconvertita per diventare una bellissima attrazione turistica, ovvero in nave museo,  già dal prossimo mese, ma non solo, per lei c'è anche un futuro nel mondo del cinema visto che ha già avuto molte richieste per essere set cinematografico per film e serie TV.

La Marina spera di poter accogliere, a bordo della USS Iowa, almeno 400 mila visitatori all'anno e forse ci riuscirà, è stata per 50 anni denominata "La nave da guerra più bella del Mondo"



25 luglio 2011

55 anni fa l'addio all'Andrea Doria




Oggi 25 luglio ricorre l'affondamento del transatlantico italiano "Andrea Doria".



Il 25 luglio del 1956, in allontanamento dalla costa di Nantucket e diretta a New York, la Andrea Doria si scontrò con la nave svedese Stockholm della Swedish America Line, in quello che fu uno dei più famosi disastri marittimi della storia.





Sebbene quasi tutti i passeggeri sopravvissero (morirono 46 passeggeri,  per la maggior parte alloggiati nelle cabine investite dalla prua della Stockholm), la nave, con una fiancata completamente squarciata, si coricò su un fianco e affondò dopo 11 ore, la mattina di giovedì 26 luglio 1956, davanti alle coste americane. L'inclinazione della nave rese inutilizzabili metà delle scialuppe (tutte quelle sul lato opposto), ma in seguito al disastro del Titanic del 1912 erano state migliorate le procedure di comunicazione di emergenza e si poterono chiamare altre navi in soccorso, inoltre le procedure e le manovre di evacuazione furono veloci ed efficienti.

L'incidente ricevette una grande copertura dai media; l'Andrea Doria fu l'ultimo grande transatlantico ad affondare prima che l'aereo si imponesse come mezzo di trasporto per le lunghe traversate dell'oceano atlantico.

27 maggio 2011

Gli ammutinati del REX




Varo del transatlantico Rex, cantieri di Sestri
di JENNER MELETTI da 

La Repubblica del 26 maggio 2011



Conoscono già la data dell´ultima festa. «Anche se il cantiere chiudesse, ma noi faremo di tutto perché questo non avvenga, la nave da crociera Riviera, dell´Oceania Cruises, dovremo comunque finirla.

Sarà varata il 21 marzo dell´anno prossimo. E quel giorno saliremo a bordo tutti, noi lavoratori, con le nostre mogli, i nostri figli. I più giovani porteranno i genitori.

Saremo serviti a tavola come dei signori. Primi passeggeri in assoluto, anche se su una nave ferma e solo per poche ore.

 E come facciamo sempre quando una nave costruita da noi prende il largo, diremo ai nostri figli: vedi, questa suite l´ho montata io, questa cucina l´ha progettata Michele…

Insomma, questa è una nave “nostra” e girerà gli oceani con la targa: “Fincanteri-Sestri Ponente”». Hanno le mani robuste di chi è abituato a piegare e saldare lamiere, gli operai che costruiscono le navi. Hanno volti tesi perché l´altro giorno, tornando a casa, hanno dovuto dire a mogli e figli che «a Roma hanno deciso che il cantiere chiude e ci mandano tutti a casa».

Ci sono stati scontri e manganellate, martedì, davanti alla prefettura. «Ci sono giorni in cui bisogna mostrare i denti – dice Alessandro Buffo, 39 anni, da nove in Fincantieri – e altri in cui bisogna raccontare le nostre ragioni.

Noi avremmo una carta vincente, se potessimo usarla: invitare tutti qui, fare vedere le nostre officine e i nostri bacini e mostrare a tutti le cose che siamo capaci di fare». «In un anno, un anno e mezzo, riusciamo a costruire una nave extralusso da 500 milioni di dollari.

Gli americani della Cruises ci hanno ordinato la Oceania Marina, l´abbiamo consegnata un anno fa e subito dopo ci hanno commissionato la Oceania Riviera. Vorrà dire qualcosa, se le navi più lussuose del mondo escono da Sestri Ponente?». C´è afa, davanti al grande stabilimento. I muri delle officine bloccano la brezza del mare.

La storia del cantiere è quella della marineria italiana. «Certo – ricordano Giulio Troccoli e Fabio Carbonaro – i nostri nonni hanno costruito il Rex e l´Andrea Doria, i nostri padri la Cristoforo Colombo e la Michelangelo. Ma noi siamo riusciti a mantenere, come dicono i manager, la leadership, a restare i migliori. Questo perché non si lavora come automi. Un cantiere è come una città, tutti hanno la loro specializzazione e debbono dare il meglio.

Qui ci sono 410 operai e 350 impiegati, ma questi ultimi in gran parte non stanno in ufficio: hanno una tuta marrone, sono tecnici che dirigono i settori e i reparti, sono tutti diplomati o laureati».

Il suono delle sirene e il Gran pavese del Rex, in Amarcord, sono rimasti nella memoria di tanti. Ma il mondo cambia e bisogna stare al passo. Sul mitico Rex c´erano 604 passeggeri di prima classe, 788 fra seconda e turistica, 866 in terza classe. «Oggi quello che è stato il più grande transatlantico italiano non avrebbe mercato.

Noi abbiamo costruito le navi per Costa crociere, fra le quali la Costa Pacifica, 3.500 passeggeri e 1.500 persone di equipaggio, navi belle per crociere abbordabili da molte tasche. Negli ultimi anni, però, gli armatori americani ci hanno spiegato che ci sono dei passeggeri speciali, insomma quelli molto ricchi, che non vogliono viaggiare in compagnia di persone meno ricche e per questo sono disposte a spendere dai 5 mila ai 15 mila dollari per una crociera di una o due settimane. Le altre navi sono lasciate a chi spende 800-900 euro ed è contento perché si fa il viaggio sognato da una vita».

Parlano delle “loro” navi extralusso come se raccontassero di un figlio bravo a scuola. «La Marina e la Riviera non hanno cabine ma suite, veri appartamenti di 75-80 metri quadri. Ci sono il salotto, lo studio, la camera da letto. I bagni in marmo, con idromassaggio.

Nei saloni decorati d´oro si usano davvero lamine d´oro… Vede, noi siamo qui a parlarle di queste navi da sogno e sappiamo benissimo che per comprare un lavandino in marmo pregiato, di quelli che montiamo in una suite, noi dovremmo impegnare tre o quattro mesi di stipendio. Un operaio guadagna sui 1.200-1.300 euro al mese, un impiegato-tecnico qualche euro in più.

Ma raccontiamo queste cose perché vogliamo fare capire una cosa: ce l´abbiamo messa tutta, per fare un prodotto ottimo mandando in vacanza i più ricchi del mondo e accettando stipendi con i quali si fa fatica ad arrivare a fine mese. E adesso ci dicono che possiamo andare a casa, che non serviamo più a nessuno».

Sono tanti i mestieri del cantiere.

Carpentiere, montatore scafo, saldatore elettrico, elettricista, maestro d´ascia, marinaio imbragatore, tubista, aggiustatore apparato motore… «E invece adesso, per tutti, arriva una qualifica unica: esubero. È una parola che ci offende e ci umilia. Siamo operai specializzati, lavoriamo ancora come artigiani. Se devi montare un tubo, guardi il disegno e, se vedi che non va bene, non è che smetti di lavorare e aspetti l´ingegnere. Sai fare le cose, metti il tubo come deve essere messo.

Il nostro mestiere non si impara in un giorno. Ci sono i colleghi più anziani che insegnano, ti fanno scuola. Nella nave-città non ci deve essere nemmeno un errore».

Caschi bianchi, con la scritta Fincantieri in blu. Fabio Carbonaro e Gianni Bottaro dicono che persone capaci di lavorare «dalla lamiera alla bottiglia» – le migliaia di lamiere di 12 metri per 3 sono quelle che servono a costruire il guscio della nave, la bottiglia è quella che viene lanciata contro lo scafo il giorno del varo – non possono essere mandati al macero. «Non siamo rimbambiti, lo sappiamo benissimo che c´è la crisi mondiale e che l´Asia porta via i nostri appalti.

Adesso abbiamo in bacino solo una nave militare indiana, che serve per i rifornimenti di altre navi ed è armata. Accanto c´è la Riviera, che è in fase di montaggio. Tutti i pezzi sono stati preparati e allora da mesi le officine sembrano un deserto. Nei cortili ci rotolano palle di erba, come nei film western. La crisi c´è ormai da tre anni. Ma in altri Paesi, dopo un 2009 disastroso, l´anno seguente è arrivata la ripresa. Noi lavoratori non siamo rimasti a guardare.

Abbiamo detto alla Fincantieri che il cantiere andava rinnovato, perché adesso è spaccato in due dalla ferrovia. In pratica, costruiamo i pezzi nella zona a monte e poi li dobbiamo trasportare, con grande dispendio di risorse, nella parte a mare dove ci sono i bacini. La Fincantieri ha detto: se il governo ci finanzia, potremo fare questo che viene chiamato il ribaltamento. In pratica le officine vanno a fianco dei bacini, così si crea una catena di montaggio.

I soldi sono arrivati, non pochi, settanta milioni, e la Fincantieri ha detto: chiudiamo».

Giulio Troccoli, delegato Fiom (ma qui tutti tengono a dire che c´è un´alleanza stretta fra la Cgil, la Uilm e la Fim Cisl, perché «siamo tutti democraticamente e unitariamente incazzati»), lunedì scorso era a Roma, nella sede della Confindustria, quando è stato annunciato l´esubero di 2.551 lavoratori. «Ho chiamato subito il cantiere, ho detto di fare sciopero e di uscire tutti.

Martedì ci sono stati gli scontri davanti alla prefettura. C´era troppa tensione, non puoi distruggere in un attimo la vita di tante persone. Noi in prefettura eravamo stati tante volte, ci hanno sempre lasciati entrare nell´atrio mentre una delegazione incontrava il prefetto. Martedì c´era un cordone di poliziotti, ci sono stati sassi e manganellate. Ma non ce l´abbiamo con gli uomini in divisa. Loro sono lavoratori al servizio dell´ordine pubblico, noi lavoratori dell´industria che non vogliono perdere il futuro».

Nel pomeriggio, per quelli che qualcuno già chiama “gli ammutinati del Rex” un incontro con la Regione. Domani, un altro sciopero di due ore. «Non siamo nati ieri», dicono Giuseppe Gargano della Uilm e Guido Misi della Fim Cisl. «Sappiamo che sarà dura. Pomigliano? È tutta un´altra storia. Là Marchionne ha detto: vi tolgo dei diritti per fare più macchine. Gli operai hanno risposto in modo diverso. Qui invece la Fincantieri dice: chiudo e basta.

E siamo noi operai a fare proposte, a dire: ragioniamo. La chiusura non è un ragionamento». I commercianti di Genova hanno dato i primi aiuti per la trasferta degli operai a Roma, il 3 giugno, quando ci sarà l´incontro con il governo. C´è mezza città che vive attorno a Fincantieri, Ansaldo e porto. Solo per la fabbrica delle navi fino a un anno fa c´erano duemila operai nell´indotto, già ridotti a mille. Se la battaglia non sarà vinta, mancheranno troppi stipendi.

E anche l´occasione di mettersi il vestito nuovo. «Il varo di una nuova nave è sempre stata una festa della città – dice Giulio Troccoli -. L´anno scorso sono arrivate anche le Frecce tricolori. Le mogli e le fidanzate avevano il vestito più bello. E il giorno dopo andavano dal droghiere e dicevano: lo sa, il mio uomo lavora alla Fincantieri»

17 marzo 2011

Auguri ITALIA







150

Oggi è un giorno molto importante. Oggi 17 marzo 2011 si festeggia il 150° dell'Unità d'Italia. Proprio il 17 marzo 1861, Vittorio Emanuele II fu nominato Re d'Italia, ma ecco la Storia in breve.

Il percorso che ha portato alla f ormazione del Regno d'Italia è iniziato dopo il Congresso di Vienna del 1815, ma il regno è stato istituito dopo la fine della Seconda Guerra di Indipendenza e la spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi.

Alla fine della Seconda Guerra di Indipendenza, infatti, il Regno di Sardegna comprendeva i territori attuali di Valle d'Aosta, Piemonte, Sardegna, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria e Toscana. Nel 1860 è stata poi organizzata la spedizione dei Mille: Garibaldi è partito da Quarto il 5 maggio e sbarcato l'11 maggio a Marsala.

Nel frattempo il Comitato per l'Unità Nazionale di Napoli cercava di conquista della capitale. Ad agosto la Basilicata si è unita al Regno d'Italia. Sempre ad agosto Giuseppe Garibaldi ha attraversato lo stretto di Messina e la Puglia ha dichiarato decaduti i Borbone con l'insurrezione di Altamura. Il 7 settembre 1860 è entrato a Napoli, ormai abbandonata dal re Francesco II di Borbone.

Nel mese di ottobre una serie di plebisciti hanno stabilito l'annessione dei territori delle Due Sicilie al Regno Sabaudo.

Nel 1861, con la prima convocazione del Parlamento Italiano, è stato così proclamato il Regno d'Italia, al quale mancavano ancora Veneto e Friuli, Roma, Trentino-Alto Adige e Venezia Giulia, territori che sarebbero entrati negli anni successivi.

Lo Statuto Albertino, che era stato promulgato da Carlo Alberto di Savoia il 4 marzo 1848, viene esteso a tutto il regno per definire le caratteristiche della nuova monarchia costituzionale. Il Regno d'Italia nasceva quindi come ingrandimento del Regno di Sardegna. Il nuovo regno è stato riconosciuto dagli stati esteri e si è diffusa l'idea che una Italia unita avrebbe potuto rappresentare un elemento di stabilità per l'intero continente.



150° Unità d'Italia

I Festeggiamenti






ITALIA 150: Costa Crociere

Le luci della speciale copertura esterna in vetro a lastre di grandi dimensioni, che ha una superficie di 1.500 metri quadri, saranno bianche rosse e verdi.

Su tutte le 14 navi della flotta Costa, oggi 17 marzo sarà il GIORNO ITALIANO, che avrà un momento commemorativo alla presenza del Comandante e degli Ufficiali, con l’alza bandiera e l’inno di Mameli cantato live e un brindisi celebrativo con tutti gli Ospiti e il personale di bordo.

Tra le attività di animazione proposte dal Today  “arts and crafts” tricolore dedicato sia agli adulti che ai bambini, un karaoke italiano, lezione di italiano per gli stranieri.

La sera si inviteranno gli Ospiti a un grande KARAOKE TRICOLORE per cantare tutti insieme le più famose melodie italiane di tutti i tempi.

Alla sera agli Ospiti sarà offerto un menù "TRICOLORE", che coniugherà le specialità della nostra tradizione gastronomica con un cromatismo che valorizzi il bianco, il rosso e il verde della bandiera italiana.




ITALIA 150: Nazario Sauro

I colori della bandiera italiana illumineranno il sottomarino Nazario Sauro per festeggiare i 150 dell'Unità d'Italia.




ITALIA 150: Leone Caprera


Il Leone di Caprera, la piccola baleniera di 10 metri costruita dal Maestro d'ascia Luigi Briasco di Montevideo (Uruguay) e varata nel 1880, sarà protagonista a Milano per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia.

Sara' esposto al pubblico nella Galleria Vittorio Emanuele II, dal 16 al 22 marzo, e in largo Cairoli, sotto il monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi, fino al 30 aprile.


22 febbraio 2011

Amerigo VESPUCCI compie 80 anni...un mare di Auguri.






Questa è la storia di un veliero che ha compiuto la bellezza di 80 anni, parliamo della Amerigo Vespucci, la nave più bella del mondo.


Di Gigi Di Fiore, giornalista de "Il Mattino"





CASTELLAMMARE DI STABIA - Quella mattina, sulla banchina c’era gran folla sin dalle otto. Il varo di una nave era sempre un rituale, una festa che coinvolgeva l’intera città da quasi due secoli. E quel giorno, Castellammare sembrava essersi concentrata tutta all’interno dei Cantieri navali: la nave scuola «Amerigo Vespucci» scendeva in mare. Era il 22 febbraio, oggi, ma di ottanta anni fa. Una data che fu scelta non a caso: il navigatore che dava il nome alla nave era morto proprio un 22 febbraio del 1522.



L’imbarcazione che è vanto della marina italiana compie gli anni, ma anche per i cantieri navali di Castellammare, in preda a crisi e annunci di ridimensionamento, è una data da ricordare. È la celebrazione della storia di una tradizione, di un caposaldo dell’abilità professionale stabiese nel settore cantieristico.



I giornali dell’epoca raccontano che quel giorno c’era tantissima gente. Comprese le famiglie di quegli operai che, con il loro sudore, avevano contribuito a quel miracolo. C’era il comandante marittimo Oscar Cerio, il direttore colonnello Odoardo Giannelli, il comandante Roberto Filangieri di Candida presidente della Lega navale. E poi il vescovo Pasquale Ragosta, che benedisse la nave dopo la cerimonia religiosa. La madrina, Elena Cerio, figlia del comandante Oscar, fu incaricata dell’atteso rito solenne: fu lei a spingere la classica bottiglia di spumante contro la chiglia della nave. Discorsi, applausi, poi la frase rituale: «In nome di Dio, taglia!». La scure fu abbattuta sulle trinche e la nave scivolò, nel silenzio generale e tra sguardi pieni di commossa meraviglia, in mare.

Fu l’inizio di una grande avventura per l’«Amerigo Vespucci», nave realizzata sul progetto di un vascello di fine Settecento. È la più antica imbarcazione in attività nella Marina italiana, utilizzata per crociere di formazione e addestramento degli allievi dell’Accademia di Livorno. I colori bianco e nero, i tre alberi, le vele riportano ad avventure e racconti di mare del passato.



L’equipaggio di 278 persone viene integrato, durante le crociere di addestramento, dagli allievi dell’Accademia fino a raggiungere ben 480 unità. In giro per il mondo, soprattutto nel periodo estivo, con addestramenti che dal 1931 al 2010 hanno attraversato 76 crociere di cui 40 nel nord Europa, 20 nel Mediterraneo, 5 nell’Atlantico, 7 in nord America, una in centro America e sud America. E poi due giri del mondo, tra il maggio 2002 ed il settembre del 2003.





Gli addestramenti sono tre mesi di magia, di sperimentazione di rischi e abilità tecniche, attraverso il fascino di una perfetta imbarcazione che riporta al passato della marineria. E in questa alchimia echeggia l’abilità dei tecnici e maestri dei Cantieri navali stabiesi. Una lapide in marmo, scoperta dall’amministrazione comunale il 23 giugno 2006, ricorda quel varo: «Dagli scali di questo cantiere scendeva in mare il 22 febbraio 1931 la nave scuola Amerigo Vespucci vanto della marina italiana superba realizzazione progettata dall’ingegnere Francesco Rotundi a riprova delle capacità e dell’ingegno dei figli di Stabia».

La nave fu costruita in soli dieci mesi, sotto la direzione del colonnello Odoardo Giannelli che tenne il discorso ufficiale la mattina del varo. Solcò il mare nei primi anni con il motto «Per la Patria e per il re». Altri tempi, si era in pieno ventennio fascista e a cinque anni dalla proclamazione dell’impero italiano in Africa. Smaltita la sbornia retorica, con lacrime e sangue, nel 1946 il motto della «Vespucci» divenne «Saldi nella furia dei venti e degli eventi». Trentadue anni dopo, nel 1978, si arrivò al motto attuale: «Non chi comincia ma quel che persevera».

Una storia che affascina chi nel mare vede avventura e appagamento di conoscenza. Anche la nave scuola gemella, la «Cristoforo Colombo», fu varata a Castellammare. Gemella sfortunata: fu ceduta all’Unione Sovietica come pagamento per i danni di guerra nel 1949, per essere smantellata nel 1963. Invece, la storia della «Vespucci», da quattro mesi comandata dal capitano di vascello Paolo Giacomo Reale, dopo ottant’anni continua ancora...







10 febbraio 2011

Un Galeone a Corinto





Dimenticate le immense navi da crociera almeno per qualche minuto. Nel Mediterraneo sta navigando per una "tournée" il Galeon Andalucia e nelle immagini potete ammirarla mentre attraversa il Canale di Corinto.

Si tratta di una nave-museo, replica delle navi che viaggiavano sulla rotta Manila-Acapulco nel Seicento.



E' stata costruita dalla Fondazione Nao Victoria e l'intento era di riprodurre un galeone il più possibile simile a quello, la Nao Victoria appunto, con il quale Juan Sebastian el Cano portò a termine la prima circumnavigazione del pianeta, nel 1522, avendone rilevato il comando dopo la morte di Magellano, nelle Filippine.

Il Galeone è interamente costruito con legno di quercia, dispone di sei ponti e 3 alberi per 7 vele.



Lunga 51 metri, viaggia a 5-10 nodi di velocità e di tecnologia moderna ne è quasi sprovvista. Una piccola curiosità: Il Galeone dispone anche dei cannoni e ancora di 1,5 tonnellate.

5 febbraio 2011

SS United States: a new life




La fine del transatlantico Ss United States è arrivato, ma per dare spazio ad un nuovo inizio. Dopo l'annuncio che risale a luglio scorso l'organizzazione no profit Ss United States Conservancy con un assegno di 5,8 milioni di dollari è diventato il proprietario del celebre transatlantico Ss United States che dal 1996 giace in una sorta di coma  di fronte a una banchina della periferia portuale a sud di Filadelfia. Nel suo futuro è in progetto una riconversione in struttura turistica e non solo. In parte albergo, museo, addirittura c'è in mente un centro commerciale e casinò.



In breve, i progetti per il vecchio transatlantico ci sono, ma il problema per ora resta il capitale disponibile che basta solo  per le spese di manutenzione-parcheggio dei prossimi 20 mesi.



La Storia

di Arturo Cocchi

Il nome United States risuona con tutta la sua aura di leggenda a chiunque abbia conoscenze minime di marineria, un alone che neanche l'attuale livrea cadente e arrugginita riesce a scalfire. Costruita all'inizio degli anni Cinquanta, la United States è il transatlantico - guai a chiamarla nave da crociera - più veloce mai esistito. Nel luglio del 1952, in un viaggio andata e ritorno da Ambrose, nella Baia di New York al faro di Bishop Rock, in Cornovaglia, frantumò i precedenti primati sulla traversata Europa-Nordamerica, stabilendo due record, rispettivamente di 3 giorni, 10 ore e 40 minuti e di 92 minuti in più nella tratta Oriente-Occidente, che vale il celebre Nastro azzurro. Due primati, il più rapido dei quali percorso alla media di 35,59 nodi (quasi 66 chilometri orari) tuttora imbattuti, almeno se si parla di navi vere e non di prototipi superveloci dedicati, costruiti e pilotati da miliardari in cerca di fama.

Quasi due volte più veloce, con i suoi 38 nodi di punta, degli odierni colossi da crociera non vincolati agli obbighi del servizio di linea, ma anche nettamente più rapido di tutti i transatlantici della sua generazione e di quella seguente, il Concorde degli oceani aveva molti altri motivi per non essere considerato un vascello come gli altri.

Nata allo scoccare degli Cinquanta, a cavallo tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e l'inizio della guerra fredda, la United States era un incrocio tra un mezzo militare e un normale vascello passeggeri.

Nei suoi 302 metri di lunghezza, per 53 mila tonnellate di stazza lorda, potevano infatti essere ospitati 1900 viaggiatori o, in alternativa, e con rapida conversione, 14 mila soldati, da trasportare nel minor tempo possibile dove necessario.

Costruita da un'icona del design navale, l'architetto Francis Gibbs, la nave aveva poi un'autonomia di 11 mila miglia nautiche (quasi 20mila chilometri), poteva cioè fare mezzo giro del mondo senza rifornire. I motori erano di tipo militare, come lo erano la costruzione a compartimenti o la struttura delle comunicazioni telefoniche, o la presenza di stazioni di timoneggio multiple.



Per la fortuna di tutti noi, la vocazione militare del particolarissimo mezzo non ebbe mai ragione di essere impiegata. La United States svolse così la sua brillante carriera da transatlantico di linea fino al 1969.

La concorrenza degli aerei era nel frattempo diventata troppo forte, negli Usa prima che nel resto del mondo: non rimaneva che imboccare il mesto tunnel dell'oblio, come sarebbe accaduto a tutti i bastimenti della sua era, tra cui le nostre Michelangelo e Raffaello.

Quindici anni fa fu collocata nella posizione attuale, mentre l'ultimo proprietario (fino a ieri), l'armatore Norwegian Cruise Line (di proprietà asiatica) tentava l'impervia strada di un restauro finalizzato a fare l'ammiraglia della sua linea, ben presto fermato dai costi.

Il futuro sembrava segnato: un lento ma inesorabile decadimento allo stato di ruggine alla periferia di Filadelfia. Ma ora, un pizzico di speranza per i molti americani che considerano il "transatlantico militare" un pezzo di storia a stelle e strisce arriva da questo gruppo di entusiasti.

Ne fanno parte, tra gli altri, Susan Gibbs, nipote del progettista, Dan McSweeney, capitano di marina, un americano di prima generazione il cui padre emigrò negli States per lavorare alla costruzione della United States, e Gerry Lenfest, un filantropo di Filadelfia, che ha contribuito più di tutti per la parte finanziaria.

4 luglio 2010

Il futuro della SS United States


Per la SS United Sates, il transatlantico più veloce mai realizzato forse verrà salvato dall'abbandono. C'è uno gruppo dedicato alla preservazione del transatlantico che ha intenzione di acquistaare la nave per 3 milioni di dollari.








L'annuncio è stato reso pubblico durante i festeggiamenti per il 58° anniversario del suo viaggio inaugurale. C'è speranza di salvarlo, anche se  i demolitori hanno fatto un'offerta di ben 5,9 milioni di dollari. La strada per l'accordo finale è ancora lungo per vari motivi, uno dei quali è la presenza di diversi materiali tossici a bordo.










Se la nave sarà venduta, il gruppo sarà finanziato per 20 mesi e in questo arco di tempo, il gruppo dovrà trovare un progetto per trasformare la nave in albergo o altro e renderla sicura.


Passiamo ora alla storia, per chi non la conosce. La SS United States, transatlantico della comp. United States Lines, è stata varata nel 1952. L'idea della nave era di essere trasformata in pochi giorni, in caso di bisogno, in una nave trasporto truppe.








Era lunga 301,8 metri, stazza lorda 53mila tonnellate e poteva raggiungere la velocità di 38 nodi. Il viaggio inaugurale effettuato nel 1952, New York-Southampton. Nello stesso anno la nave è detentrice de Nastro azzurro, per la traversata verso ovest, con il tempo record di 3 giorni 12 ore e 12 minuti, alla velocità di circa 35 nodi.







Terminò il servizio di linea nel 1969 e fu posta in disarmo presso la base della US NAVY di Norfolk Va. Nel 1996 fu acquistata dalla NCL e attualmente è attraccata a Filadelfia.

14 aprile 2010

19 giugno 2009

Ritorno al passato

Un tuffo nel Passato

12 giugno 2009

C'era una volta il REx

Nella locandina il Transatlantico Rex in una delle prime pubblicità della "Italia Flotte Riunite", primavera 1932.

4 giugno 2009

Un Conte..

Altra locandina. La pubblicità è per l'estate 1932 del “Conte Verde”. Manifesto litografico attribuibile a Walter Resentera.

28 maggio 2009

Manifesti Navali

Questa è forse la pubblicità più bella dedicata ai nostri transatlantici italiani. Nella locandina pubblicitaria ci sono 4 navi o meglio dire i 4 conti della compagnia Lloyd Sabaudo.
La locandina fu disegnata da Giuseppe Riccobaldi.

2 maggio 2009

Immagini dal Passato







Grandi Transatlantici in questa foto...tra le Cunard c'è anche il francese Normandie, il secondo partendo dall'alto. Era tra i più grandi transatlantici e quando cominciò a solcare i mari per molti era anche troppo grosso e dispersivo, come succede oggi.



2 novembre 2008

RMS Queen Mary


Oggi parliamo della RMS Queen Mary, transatlantico costruito per il servizio rotta Southampton-Cherbourg-New Yorkdal 1936 al 1967. Il grande Liner che dalla sua formidabile linea e grandezza lo si può definire un palazzo del mare, faceva parte della compagnia crocieristica Cunard Line.



La sua storia comprende anche un servizio di trasporto truppe durante la seconda guerra mondiale e un Nastro Azzurro vinto nel 1936 con unavelocità di 30,14 nodi e poi di nuovo nel 1938 alla velocità di 30,99 nodi.


La nave si ritirò dal servizio e venne venduta alla città di Long Beach, situata in California e trasformata come Hotel galleggiante e come museo. Ancora oggi è possibile vederla, ammirarla, visitarla e magari farci qualche vacanza.


17 settembre 2008

L'Olympic...storia


Dopo una piccola pausa ritorniamo a parlare dei grandi transatlantici e queta volta vi parlerò dell'Olympic. In risposta alla coppia Lusitania e Mauretania della Cunard, la White Star Line ordinò ben tre super transatlantici di oltre 40.000 tonnellate. Le sue gemelle furono il Titanic e il Britannic ed essendo la prima ad essere stata costruita, possiamo dire che si trattava di una "Classe Olympic". Le tre navi erano indentiche, tranne qualche differenza esteriore che le differenziava di poche tonnellate. Varata il 20 ottobre 1910, compì il suo viaggio inaugurale il 14 giugno 1911 e al comando c'era il capitano Edward Smith, lo stesso che guiderà il Titanic fine al suo fato. Come il Titanic, anche l'Oympic ebbe qualche problema come quando stava per affondare un rimorchiatore nel porto di New York, lo speronamento con un vecchio incrociatore, Dopo l'affondamento del Titanic, l'Olympic passò sei mesi in bcino dove subì importanti modifiche tra cui fu aumentato il numero delle scialuppe. Durante la Grande Guerra fu utilizzata come trasporto navale, sopravvvendo a numerosi attacchi da parte di sommergibili. Nel 1920 ritornò alle sue traversate senza problemi e nel marzo del 1935 fece il suo ultimo viaggio a New York. Subito dopo fu venduta e privata degli eleganti interni che erano molto simili a quelli del Titanic e poi demolita.

24 luglio 2008

"Eugenio Costa"..la storia









Era un grande transatlantico dalla linea e concezione tecnica d'avanguardia per il periodo in cui fu progettato, particolarmente studiato per i traffici con il Sud America e crociere di lusso. Diviso originariamente in tre classi, con ampia intercambiabilità di posti, poteva accogliere alla sua entrata in servizio 1636 passeggeri.


Di notevole, rispetto a tutte le unità fino allora entrate in servizio, l'EUGENIO C si distingueva per la sistemazione dell'apparato motore nella zona poppiera, con due fumaioli appaiati, dalla forma aerodinamica ed originale, studiata per ridurre al minimo il fastidio della ricaduta sui ponti dei prodotti della combustione. Lo scafo, lungo fuori tutto 217,4 metri, ricalcava la linea iniziata dai C.R.D.A. sui tipi GALILEI e confermata sulla prestigiosa OCEANIC, con prora a clipper e poppa molto slanciata del tipo incrociatore con riquadro sotto la linea di galleggiamento atto a ridurre l'onda di poppa e quindi un migliore rendimento della carena, sovrastrutture continue, aerodinamiche ed armoniose nella parte prodiera e degradanti a poppa dei due fumaioli Arredamento di alta classe, impianto d’aria condizionata esteso a tutti i locali della nave, ampi saloni, luminose verande, tre lidi con piscine all'aperto ed ampie passeggiate e spazi per giochi all'aperto, due impianti di stabilizzatori tipo "Denny-Brown" e tutti i più moderni ritrovati tecnici, rendevano questa nave confortevole e sicura e ne facevano una delle più belle in tutto il mondo.






La EUGENIO C è stata, in assoluto, la più grande nave passeggeri realizzata in Italia per l'Armamento non sovvenzionato e rappresentava, nello stesso tempo, l'ultimo colosso di questo tipo uscito dal Cantiere di Monfalcone nell'ambito dei C.R.D.A. che, con questa nave coronarono un periodo particolarmente felice che li aveva visti realizzare, nel giro di soli cinque anni, ben cinque grandi e lussuosi transatlantici (RAFFAELLO al San Marco di Trieste e GALILEO GALILEI, GUGLIELMO MARCONI, OCEANIC ed EUGENIO C a Monfalcone).






Se volete aggiungere qualcosa, dare un parere, una testimonianza basta inserire un commento.








Visualizzazioni totali

Come reputi il blog di Economia del Mare?