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22 febbraio 2012

Il Mistero della Enrica Lexie




Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
Negli ultimi giorni il nome di questa nave sta facendo il giro dei vari giornali e compare in tv con una certa frequenza, questa volta non ci sono navi affondate, naufraghi in abito da sera o comandanti da sbattere in copertina, ne hostes in fuga ma due "marò" (Massimiliano Latorre e Salvatore Girone) [Nel gergo della marina militare significa marinaio], ovvero funzionari italiani che rischiano di morire (pena di morte) se ritenuti colpevoli dal tribunale indiano.

Giusto per avere una visione chiara a 360 ° magari in molti si staranno chiedendo come mai su di una nave mercantile italiana siano presenti dei militari italiani?



La risposta è molto semplice, lo scorso 13 luglio 2011 nel decreto legge sul rifinanziamento delle missioni all'estero viene consentito l'uso di nuclei delle forze armate e di servizi di vigilanza privata come misura di protezione dagli attacchi dei predoni o pirati.

L'articolo 5 del decreto legge del governo sul rifinanziamento delle missioni militari all'estero autorizza il ministero della Difesa a stipulare con l'armatoria privata italiana convenzioni per la protezione delle navi battenti "bandiera italiana".

L'imbarco dei militari o in alternativa di servizi di vigilanza privata, è "a richiesta e con oneri a carico degli armatori".

Sempre l'articolo 5 del decreto legge - intitolato "Ulteriori misure di contrasto alla pirateria" - consente l'imbarco su navi italiane di "nuclei militari di protezione (Nmp) della Marina, che può così avvalersi anche di personale di altre Forze Armate e del relativo armamento previsto per l'espletamento del servizio".



Al comandante di ciascun nucleo, spiega il secondo comma dell'articolo del decreto legge, e al personale da esso dipendente sono attribuite le funzioni di ufficiale e di agente di polizia giudiziaria.

Ritorniamo al fatto che ha attirato l'attenzione dei media. Alcuni giorni fa la nave mercantile italiana “Enrica Lexie” è stata attaccata da un unità pirata in acque internazionali, a circa 30 miglia nautiche al largo della costa sud-occidentale dell’India da una non meglio identificata imbarcazione, il personale della Marina italiana a bordo, «seguendo i protocolli internazionali, dopo ripetuti avvertimenti e dopo aver verificato con binocoli che i pirati erano armati, ha sparato gradualmente alcuni colpi di avvertimento, ed i pirati si sono allontanati».

Nell'allontanarsi due componenti dell'equipaggio perdono la vita, si tratta secondo fonti indiane non di pirati ma di due pescatori.



La dinamica di quanto accaduto al largo delle coste indiane è ancora tutta da verificare, tuttavia lo Stato maggiore della Marina, sottolinea che l’atteggiamento del peschereccio era stato giudicato dall’equipaggio del mercantile «chiaramente ostile, tipico dei pirati» e che il motopesca «si è allontanato dopo la terza raffica di avvertimento, senza danni evidenti a bordo».

Purtroppo due persone hanno perso la vita, all'inchiesta italiana spetterà il compito di stabilire se ed in che modo ci siano eventualmente delle responsabilità da parte dei marò italiani, però prima di scatenare una caccia alle streghe inutile ed in barba al dirtto internazionale oltre che fomentare odio verso una nazione, l'Italia, che ogni anno accoglie e da lavoro a molti indiani è bene ricordare agli amici indiani che:



1) Art. 5 codice della navigazione italiana-Legge regolatrice degli atti compiuti a bordo di navi e di aeromobili in navigazione

1. Gli atti ed i fatti compiuti a bordo di una nave o di un aeromobile nel corso della navigazione in luogo o spazio soggetto alla sovranità di uno Stato estero sono regolati dalla legge nazionale della nave o dell' aeromobile in tutti i casi nei quali, secondo le disposizioni sull' applicazione delle leggi in generale, dovrebbe applicarsi la legge del luogo dove l' atto è compiuto o il fatto è avvenuto.

2. La disposizione del comma precedente si applica agli atti ed ai fatti compiuti a bordo di una nave o di un aeromobile di nazionalità estera nel corso della navigazione in luogo o spazio soggetto alla sovranità dello Stato italiano, sotto condizione di reciprocità da parte dello Stato al quale la nave o l' aeromobile appartiene.



2) Con la locuzione genuine link si indica il rapporto originario tra la nave e lo Stato in cui è immatricolata e di cui batte bandiera; tale rapporto definito dalla Convenzione di Ginevra del 1958 e ripreso dalla convenzione di Montego Bay del 1982 (UNCLOS) sul diritto internazionale del mare viene efficacemente riassunto nella nota formula del one State, one flag, one ship.



La nazionalità della nave è naturalmente connessa alla bandiera che essa batte, bandiera che consente in tutto il mondo e a tutti gli effetti di individuare la nave come appartenente ad uno Stato, come parte del suo territorio e quindi come entità assoggettata alle leggi di tale Stato.



Mirko

Pazzoperilmare.com



12 ottobre 2011

Pirati, beffati dalla cittadella e da un messaggio in bottiglia







La nave "Montecristo", è stata attaccata dai pirati il 10 ottobre a 620 miglia dalle coste somale, ma la grande paura è durata poco più di 24 ore. I 23 uomini dell'equipaggio, tra cui 7 italiani, si mettono in salvo rifugiandosi nella cittadella della nave, ovvero la plancia di comando, con all'interno provviste per 7 giorni.
L'unica entrata viene circondata di filo spinato, saldata dall'interno per impedire ai pirati di entrare.






Le forze speciali britanniche abbordano il mercantile "Montecristo"





L'equipaggio dall'interno hanno continuato a governare la nave, bloccando il timone e indirizzando la rotta verso le coste dell'Oman, in direzione opposta alla Somalia, così da impedire ai pirati di dirigersi verso le lo basi a terra e favorendo anche l'avvicinarsi delle navi della Nato







Dall'interno della cittadella, l'equipaggio ha lanciato dall'oblò un semplice messaggio in bottiglia con su scritto: «Siamo tutti salvi. Siamo nella “cittadella”. Sopra ci sono 11 pirati».
Messaggio recuperato dalle forze speciali che dalle loro unità navali, si sono avvicinate alla Montecristo tramite gommoni ed elicotteri.







Gli 11 pirati si arrendono immediatamente e vengono arrestati.
Il blitz è stato concordato tra il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il suo collega britannico Liam Fox, sotto la supervisione dell'ammiraglio italiano Gualtiero Mattesi, a capo della missione Nato "Ocean Shield".



Apprendiamo con gioia e soddisfazione la liberazione dell’equipaggio della motonave ‘Montecristo’. Un plauso all’Ammiraglio Gualtiero Mattesi, comandante della task-force dell’Operazione Nato ‘Ocean Shield’, che ha coordinato la brillante operazione. Chiediamo al governo lo stesso impegno dimostrato oggi anche per le altre due navi tuttora in ostaggio ai pirati, in particolare la Savina Caylyn di cui nulla si sa ormai dallo scorso febbraio”. Lo ha affermato in Aula il deputato dell’Udc Angelo Compagnon.


7 maggio 2009

MSC Melody è rientrata a Napoli







"Dopo giorni di tensione, oggi ho visto il Vesuvio e mi sono sentito finalmente sereno e a casa”.



Questo ha detto il comandante della MSC Melody, la nave attaccata dai pirati il 25 aprile, quando era in navigazione davanti alle coste somale. Tutto è andato bene e oggi la Melody ha fatto rientro a Napoli con i suoi passeggeri ancora scossi da ciò che hanno vissuto.

 







27 aprile 2009

Attacco pirata alla MSC Melody....sicurezza a bordo

La notizia dell'attacco pirata alla nostra MSC Melody ha fatto il giro del web, tg.....è una notizia che ha scosso molti sopratutto perchè la gravità della situazione è che i pirati hanno alzato il tiro volendo attaccare una grande nave da crociera. Una cosa è certa, lo staff di guardia a bordo compreso il comandante Pellegrino sono stati molto bravi nel farl mollare la presa ai pirati che stavano quasi riuscendo a salire a bordo mediante una scaletta.

Ecco cosa ha detto il comandante in una intervista riguardante la sicurezza a bordo:


Pellegrino ha poi spiegato che la nave è riuscita a fronteggiare l'attacco anche grazie all'intervento di personale addestrato alla sicurezza di origine israeliana. «Noi scegliamo gli israeliani perchè sono i migliori. E ieri ne abbiamo avuto la dimostrazione - ha detto Pellegrino -. Esiste poi un sistema di sicurezza anti-abbordaggio, e si naviga comunque in un'area monitorata e in costante collegamento con un Comando interforze che in questo caso ha il suo centro a Dubai. Si tratta di militari pronti a intervenire in casi del genere». Esiste uno specifico «protocollo di sicurezza», che sabato ha funzionato: «Innanzitutto, in caso di attacco, si procede a luci spente, oscurando tutti gli oblò per disorientare l'inseguitore. I passeggeri a bordo, però, non rimangono al buio: la luce interna non trapela fuori». «Una nave da crociera - ha aggiunto - non può accelerare molto rispetto alla sua andatura: la Melody ha una tenuta di 19 nodi, e i picchi di velocità sono minimi. Le condizioni di fuga dipendono da come la si orienta: esistono manovre che permettono di non far rimanere in scia chi prova a inseguirla, e di non farlo avvicinare»
Concludo nel dire che la storia non finirà certo così...qualcosa si moverà ora e bisogna subito agire e come hanno detto giustamente molti lettori, giornalisti, politici e militari...bisogna attaccare le loro basi e se questi pirati hanno alzato il tiro attaccando una nave da crociera...allora la situazione è diventata drammatica. Fortunatamente è andato tutto bene, ma se.....

26 aprile 2009

MSC Melody attaccata dai Pirati




Prima o poi sarebbe successo...e predetto , la MSC Melody con a bordo 1500 persone è riuscita a sfuggire all'attacco di pirati somali che si trovavano a bordo di una imbarcazione leggera.

 


C'è stata una sparatoria tra il personale di sicurezza e i sei pirati somali, ma le manovre ordinate dal comandante della Melody e la bravura del personale di sicurezza hanno fatto tremare i pirati che hanno preferilo lasciare la preda.

La Melody si trovava ad un giorno di navigazione a nord delle Seychelles e l'attacco è avvenuto verso le 21.35 circa (ora italiana) «Stanno tutti bene i circa 1.500 occupanti della Melody».



Così il direttore generale della Msc Crociere, Domenico Pellegrino, rassicura sulle condizioni di passeggeri ed equipaggio della nave attaccata ieri sera da pirati al largo delle coste somale. Secondo Pellegrino a bordo «non si sono verificate scene di panico. I passeggeri sono rimasti tranquilli e la nave ha ripreso regolarmente la propria rotta e rispetterà la tabella di navigazione, prevista con l'arrivo a Genova l'8 maggio». «La situazione non è mai sfuggita di mano al comandante Ciro Pinto, che con grande freddezza ha messo in atto una serie di manovre di sicurezza che hanno scoraggiato i pirati dal proseguire con l'offensiva»



Le armi in dotazione alla nave, pistole normalmente tenute in cassaforte sotto la doppia responsabilità del capo della sicurezza e del comandante in seconda. sono state usate al momento dell'assalto. Si è fatto ricorso anche agli idranti anti-incendio e ad altre azioni di disturbo, in particolare fare rollare la nave, in modo da rendere troppo pericoloso per i pirati l'abbortdaggio. La Melody ha riportato solo lievi danni. alcuni fori di proiettile nella fiancata, alcuni vetri rotti, una lancia di salvataggio colpita.

 



20 aprile 2009

MSC Melody, attenta ai pirati

Purtroppo negli ultimi giorni sono aumentate le notizie su questi pirati che sequestrano navi in cambio di riscatto a altro, ma oltre alle navi da carico c'è molto pericolo anche per le navi passeggeri che navigano nelle zone dette rosse, cioè dove c'è pericoli pirati. Tra queste c'è anche la MSC Melody che ha dovuto riguardare la sua rotto e non solo. Per ovvi motivi di precauzioni ci sarà più personale sui ponti esterni e molto contatto con navi da guerra nelle vicinanze senza dimenticare l'alta velocità che deve tenere la nave nelle zone rosse. Oltre alla Melody, anche altre navi di altre compagnie dovranno rivedere la proprio rotta e misure di sicurezza.

15 dicembre 2008

La Costa Europa sotto scorta

La notizia era vera, la Costa Europa, nave da crociera della flotta Costa Crociere è stata nel mirino dei pirati. Ecco la versione raccontata al quotidiano ILSecoloXIX....... Pescatori o pirati? Nessuno potrà mai dirlo con certezza. Certo è che, quando il comandante della nave da crociera italiana “Costa Europa” ha avvistato, costeggiando il litorale dello Yemen, un gruppo di piccole imbarcazioni avvicinarsi verso lo scafo, non ci ha pensato due volte: ha chiesto ai passeggeri di non uscire dalle cabine e ha domandato l’intervento di una fregata della Marina turca che si trovava in missione nel Golfo di Aden, una delle zone maggiormente infestate dai pirati. Qui - la stima è dell’Onu - nei primi undici mesi dell’anno i predoni somali hanno messo insieme un bottino di oltre 120 milioni di dollari grazie ai riscatti incassati dagli armatori. Il fatto, come ha raccontato al Secolo XIX un crocierista raggiunto telefonicamente ieri sera a Mombasa, è accaduto la scorsa settimana: «Stavamo navigando nei pressi delle coste dello Yemen, dopo essere partiti da Savona e avere effettuato alcune tappe in Egitto e nel Mar Rosso, quando siamo stati avvisati dal comandante della possibilità di un tentativo di attacco da parte dei pirati. Ci siamo immediatamente chiusi nelle nostre cabine, senza capire con esattezza cosa stesse accadendo. Pochi minuti dopo siamo stati avvicinati da una nave militare, si è alzato in volo anche un elicottero, e abbiamo raggiunto sotto scorta un porto yemenita». «È scattata la normale procedura di sicurezza - racconta un membro dell’equipaggio, residente a Savona - C’è stato qualche momento di paura, perché in quella zona gli attacchi di pirati, purtroppo, sono frequenti, anche se riguardano quasi sempre navi mercantili. Ma tutto si è risolto con l’arrivo della nave turca. Arrivati in porto, i nostri ufficiali hanno incontrato i militari italiani della Durand de la Penne, ai quali hanno consegnato una relazione di quanto accaduto». Una versione confermata dall’ufficio stampa di Costa Crociere: «L’allarme a bordo c’è stato, ma parlare di attacco sventato non è corretto. Nessuno, infatti, è stato in grado di capire chi fossero le persone a bordo di quelle imbarcazioni e, soprattutto, quali intenzioni avessero. Oltretutto, quando il comandante ha chiesto ai passeggeri di rientrare in cabina, i “barchini” sospetti si trovavano ad almeno cinquecento metri dalla nostra nave. L’intervento della fregata turca? È stato richiesto per precauzione, considerati i precedenti attacchi a navi cargo in quella zona. Ma non ci risulta che siano stati utilizzati elicotteri. La nave militare ha solamente affiancato la “Costa Europa” per evitare un eventuale avvicinamento di quelli che, forse, erano solo pescatori». A bordo della nave, che può ospitare fino a 1.770 passeggeri oltre ai 636 membri dell’equipaggio, si trovano molti liguri. Fra loro, anche il cappellano, il savonese don Simone Ghersi.

8 dicembre 2008

Costa Europa. Tentativo di attacco dai Pirati


Sembra che anche Costa Europa sia stata oggetto di un tentativo di attacco da parte di imbarcazioni pirata. Sembra che il tentativo sia stato sventato da una unità aerea imbarcata su di una nave militare turca.

4 dicembre 2008

Athena...attenta ai pirati


Gli attacchi pirata stanno diventando sempre più numerosi, sopratutto contro le navi da crociera. L'ultimo attacco è avvenuto contro la nave Athena della Classic Iternational Cruises e fortunatamente è riuscita a scampare allattacco grazie all'arrivo di un elicottero. Cosa dobbiamo aspettarci ancora da questi pirati? Chi può saperlo.



Ora però soffermiamoci sulla nave scampata all'attacco. La nave non è proprio una nave qualunque.....nel lontano 1956 navigava con il nome Stockholm ed è famosa nella disgrazia di aver speronato e affondato il transatlantico italiano Andrea Doria.


1 dicembre 2008

La nave da crociera "nautica" scappa ad un tentativo di pirateria




Ultimamente e in questi anni gli attacchi dei pirati stanno aumentando a dismisura contro grandi petroliere, piccole navi e in questi giorni anche una nave da crociera è stata quasi vittima.....
Due piccole imbarcazioni hanno inseguito ieri la nave Nautica, una fra le due ha tirato 8 colpi di fuoco mentre la nave transitava nel Golfo di Aden ieri in mattinata. Nessun ferito ne danni sono stati riportati.
" Otto colpi di fuoco sono stati tirati, tuttavia la nave non è stata colpita. Le imbarcazioni dei pirati hanno avvicinato la nave a 300 metri " ha dichiarato Bob Binder, Presidente della compagnia Oceania.
La nave Nautica navigava in una zona " prescritta" dalla " Maritime Safety Protection" che è controllata dalle forze anti pirati. Mentre la nave incrociava un gruppo di pescherecci, due imbarcazioni sono state avvistate dall'ufficiale in servizio e considerate come potenzialmente ostili.
I pirati tentavano di sbarrare la strada della Nautica, ad una distanza di 1000 metri per tentare di intercettarla. Il Comandante Jurica Brajcic ed i suoi ufficiali hanno effettuate delle manovre di fuga operando alla velocità massima. L'incidente ha durato 15 minuti circa. La zona di protezione è di 15 km di larghezza per 1000 km di lunghezza.
Alcuni passeggeri si sono accorti del tentativo di pirateria avvenuto alle ore cinque e trenta del mattino, ma l'equipaggio ha immediatamente lanciato le consegne di sicurezze in vigore in materia tenendo la situazione sotto controllo evitando il peggio.
Questa mattina, la Nautica dovrebbe arrivare a Salahah nell'Oman, scalo previsto nel suo itinerario. Ricordiamo che nel 2005 due altre navi, il Ponant e la Seabourn Spirit avevano scampato a tentativi di pirateria.




Fonte. P.i.C


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